La terza parola

scritto da lubeck92
Scritto 13 giorni fa • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
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L’amore contiene ciò che sembra inconciliabile: la gioia di appartenersi e la paura di perdersi. Forse è proprio questa contraddizione a renderlo umano: non soltanto felicità o tormento, ma il coraggio di accoglierli entrambi sotto un unico nome.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: La terza parola
di lubeck92

La terza parola

L’Angelo lo vide nascere

tra due mani che si cercavano.

«Gioia», disse.

E già immaginava finestre aperte,

mattini condivisi,

due tazze lasciate sul tavolo

e quella strana luce negli occhi

di chi, finalmente,

non deve più tornare a casa da solo.

Il Demone rise piano.

«Tormento.»

Lui conosceva le notti.

Le sedie rimaste vuote,

i passi attesi sulle scale,

le lettere rilette fino a consumarne le pieghe,

il lato freddo di un letto

dove una mano, per abitudine,

continua a cercarne un’altra.

«Tormento», ripeté.

L’uomo li ascoltava.

Non era giovane abbastanza

da credere soltanto all’Angelo,

né così ferito

da dare ragione al Demone.

Sapeva che certe felicità

entrano nella vita senza bussare

e un giorno possono uscirne

lasciando la porta aperta.

Sapeva che si può ridere

con la paura già nascosta nel petto.

Che qualche volta

una voce diventa casa.

E che proprio allora

comincia la paura di perderla.

L’Angelo disse ancora:

«Gioia.»

Il Demone:

«Tormento.»

L’uomo scosse il capo.

Poi lei gli venne vicino.

Non accadde nulla

che il mondo avrebbe ricordato.

Nessun cielo si aprì.

Nessuna stella cadde.

Lei soltanto

gli appoggiò la fronte sulla spalla.

E lui sentì il suo respiro.

Così semplice.

Così vivo.

La strinse.

Per un istante ebbe paura

di quanto fosse felice.

Allora capì.

Guardò l’Angelo.

Guardò il Demone.

Entrambi aspettavano.

L’uomo sorrise,

ma negli occhi aveva qualcosa

che somigliava già a una lacrima.

«Voi gli avete dato

il nome di ciò che fa.»

Abbassò la voce.

«Io gli darò

il nome di ciò che è.»

E la strinse un poco più forte.

«Amore.»

L’Angelo abbassò gli occhi.

Il Demone smise di sorridere.

Fu il silenzio,

quella volta,

a dare ragione all’uomo.

© Johann Lubeck 

La terza parola testo di lubeck92
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